martedì 27 settembre 2011

Diversamente intelligenti


Raramente, mi capita di trasecolare per alcuni fatti che passano veloci e silenziosi nella quotidianità, che a molti appaiono normali ma che sembrano, almeno a me, storture del nostro tempo.

Oggi, ad esempio, dopo aver rinnovato l'iscrizione in piscina una gentile signorina mi porge un volantino che inizia così(ho deciso di non alterare nulla, nemmeno gli errori di grammatica):

<< IL BAMBINO IPERATTIVO - IL KARATE PUO' AIUTARLO? >>

Incuriosito (dato che mi hanno sempre detto che ero una "piccola peste") continuo a leggerlo.

<[Ottima nome per una malattia stupida. Freud faceva riferimento ai miti greci, parlava di Edipo e Diana, questi mi parlano di Gianburrasca] può presentare un basso livello di attenzione [Capisci, caro genitore apprensivo? Tuo figlio, a 7 anni non riesce a stare chino sui libri quattro o cinque ore al giorno. Non ti pare un po' strano?], un eccesso di impulsività [vuoi vedere che il bambino è curioso e non pensa da uomo maturo? E che ci vogliamo fare, questi bambini di oggi nascono strani...], loggorrea [Vogliono pure parlare i bambini!!], facile distraibilità [che ovviamente è cosa ben diversa da un eccesso di impulsività, ed in ogni caso cosa strana, anzi stranissima.], ipercinesi [Questa carogna di bambino ha una dannata voglia di scoprire il mondo, ma vi rendete conto? Ho letto di bambini che camminano a gattoni, di bambini che si mettono le dita in bocca dopo aver toccato oggetti e dio solo sa quante altre cose potrebbero fare questi diavoli], un intelligenza superiore alla media [Perchè vedete, cari genitori diversamente intelligenti, il fatto che vostro figlio dimostri particolare acume è cosa assai brutta. Un giorno potrebbe scegliere di aprire quell'utensile chiamato libro, di intraprendere strade diverse da voi e, magari, pure di pensare.
State bene attenti e diffidate dai bambini intelligenti!] .

Ovviamente questo distillato di saggia pedagogia continua:

Le reazioni degli adulti possono essere, talvolta, molto dure e frequenti del tipo "sei sempre il solito" [E questi sono i dolori della vita. Viene tuo papà perchè hai rotto la tenda e ti dice che sei sempre il solito, che la devi smettere di rompere le cose. Fortunatamente, ora tutti questi problemi finiranno, sarà questo signore a suggerirci la retta via]. In questo modo il bambino comincia a pensare se stesso come "un bambino cattivo" [Ovviamente a nessuno di noi sono state mai dette cose di questo genere, per questo siamo cresciuti sani] e tale abbassamento ella stime di sè comporta un effetto a spirale veramente grave, poichè il suo comporta peggiora ulteriormente [E che vi aspettavate da questo genio di estensore? Il passaggio dal "bambino cattivo" al tentato suicidio è immediato].>>


Visto che mi sono rotto i coglioni anche di leggere una simile massa di sciocchezze su una cosa importante come la vita di un bambino, facciamo che l'articolo lo continuo riassumento le trovate di questo signore.

Innanzitutto segue una parte insignificante, e poi ancora un'altra parte in cui il Professore ci spiega perchè il bambino è iperattivo. Anzi no.
Gli studiosi del terribile morbo di Gianburrasca (è contagioso, cosa credi?) si sono tanto impegnati nel determinare i sintomi, ma non hanno pensato alle cause. Non ci saranno ancora arrivati.

Poi, ci dice che <>. Ad esempio, non dovete rimproverare di fronte ad altre persone (diteglielo alle maestre, così rendete facile la vita a tutti), dovete fare rispettare regole condivise fra gli educatori (questo signore- suppongo- è un educatore), ed ovviamente- un consiglio assolutamente disinteressato - dovete favorire una giusta quantità di attività fisica.
Perchè il punto fondamentalmente è questo. I bambini di oggi sono tutti stressati, e questo stress è causato non dal fatto che i genitori infilino i figli a 5 anni in una palestra per tre volte la settimana, ma proprio per il motivo opposto. E cioè perchè i bambini di oggi non fanno attività fisica.

Il volantino è praticamente finito, ancora stupito leggo in fondo che il tizio che ha scritto questo popò di roba è pure insegnante di sostegno.


E allora mi fermo un secondo e mi prende una piccola gioia quando penso che la recente riforma pare (sottolineo, pare) abbia evitato che altri signori di questo tipo infestino le nostre aule.
La mia esperienza di studente da poco licenziato dalle scuole superiori dice che il livello è tendenzialmente quello di questo signore. Non si parla solo di gente che arriva a sostenere certe schiocchezze per arrotondare lo stipendio, ma di inetti che non capiscono nemmeno le basi elementari della materia che insegnano. E allora ben vengano i tagli, e che siano a tutto spiano.
Purtroppo non credo nemmeno a chi ha fatto questa riforma e insomma, continuo a vederla nera. E smetto di trasecolare, per straniarmi e provare un po' di schifo.


Ma non si vergogna certa gente a sostenere certe cose?




mercoledì 19 gennaio 2011

I ricercatori all'americana

Da un recente studio inglese ed americano, il fior fior della ricerca insomma, si evince che le donne intelligenti sono pure più belle.
Innanzitutto hanno scoperto l'acqua calda. Già Berlusconi (che oltre alla ricerca a breve diventerà pure ricercato) si era occupato in maniera esauriente del problema.
Notevolissima la scientificità del metodo e la ratio della teoria:

-Visto che gli uomini intelligenti diventano ricchi,

-giustamente sposano delle belle donne

-ed essendo sia l'intelligenza che la bellezza un tratto ereditario ecco che bello=intelligente.

Non c'è che dire. Uno studio degno del professor Galileo.

sabato 25 dicembre 2010

Post natalizio


Essendomi accorto di quante siano le persone meritevoli di auguri e volendo togliere a tutti i costi la facciona da toro anoressico di Bertolaso rivolgo i più calorosi auguri a tutta la variegata costellazione del popolo interneauta.
Con particolare attenzione a:

-gli scacchisti, anche quelli (pochissimissimi eh) che mi hanno battuto.

-I fessi, che tante gioie mi danno.

-Wildestwoman, che pur credendomi un vecchio-giovane-cucciolo-maschilista e qualche altra cosa, non può che ispirare una naturale simpatia.

-Marcoz, il divino. Sia perchè è l'unico commentatore dei miei post, sia perchè mi ha regalato momenti divertenti.

-Cami, perchè è una di quelle poche persone che unisce alla lettura parecchio sale in zucca ed un notevole senso dell'ironia.

-la Redazione, perchè da quando vado in quel blog non chiedo più alla mamma di abbonarci a Sky per passare, le ormai rarissime, ore buca.

-LadyLindy, perchè, come per Cami, è intelligente, ma cerca di non darlo troppo a vedere.

-Tutti i bloggher rimanenti del mio blogroll (anche se a dire il vero molti nemmeno sanno che le ho inseriti nella mia toplist).

sabato 6 novembre 2010

Strane coincidenze


Bene, Bertolaso è andato in pensione. Però è andato in pensione non in un momento proprio tranquillo della vita repubblicana, ma quando il governo di colui che gli ha dato popolarità sta per cadere. Un momento in cui le calamità non mancano ed insomma, diciamo pure che sembra un po' che un uomo con un senso dello Stato tanto elevato abbandoni proprio adesso il ring, no?

Ora, se si pensa che fino a qualche tempo fa Bertolaso era il secondo italiano più amato dopo Napolitano (forse lo è tutt'ora), che con Berlusconi ha un rapporto del tutto particolare, che ad inizio anno ci saranno probabilmente le elezioni, ecco se si unisce qualche puntino...ma vuoi vedere che Bertolaso forse non ha perso tutto il suo amore per la patria?

La stella cometa dei fessi*


Nel firmamento dei fessi* (laddove risplendono di luce propria) un trono regale spetta al sign. Augias; una di quelle persone a cui regalerei volontariamente una copiosa pensione pur di non vederee più i suoi articoli sulla seconda testata più importante del paese.
Augias, oltre a scrivere o parlare di cose che oltrepassano le sue competenze (non parlo tanto dei suoi libri sul cristianesimo, quando, ad esempio, dell'ultimo dvd sui 150 anni d'Italia), tiene una rubrica su Repubblica. Il monologo è sempre lo stesso, alla domanda di contestazione del lettore di turno segue una risposta con citazione di classici (visti i risultati direi prese con gli stessi criteri usati per l'estrazione del superenalotto), la cui posizione è sempre a metà fra le (non) idee del popolo viola, dei grillini, di Di Pietro e del Partito Democratico. E fin qui il problema sarebbe pure marginale (la linea del giornale è quella).
L'ilarità nasce quando, come avviene oggi, in realtà finisce per giustificare con lo scudo della storia i noti atteggiamenti del premier, conferendogli l'aspetto della normalità.
Di esempi se non potrebbero fare a palate, basta comprare ogni giorno Repubblica (così non mi si può nemmeno tacciare di non fare pubblicità al giornale...) e leggero ciò che scrive.

Parlando della questione di Ruby ho poco da aggiungere.
Ritengo Berlusconi un personaggio squallido e senza il minimo senso delle istituzioni.
Di certo è altrettanto penosa l'opposizione. In quale paese democratico la stampa, mentre l'opposizione regala seggi su seggi in Parlamento, dà voce della prima prostituta di turno, che riesce far cadere Berlusconi?
L'importanza politica reale dei fatti è minima (e mi è sembrato di sentire che non c'è proprio, nel senso che Berlusconi non ha proprio abusato dei propri poteri), soprattutto se si pensa che chi fa il moralista la maggior parte dei casi si dice favorevole all'amore libero o vede in fredifraghi come Kennedy degli eroi della storia.

*mi scusi la exRedazione per la appropriazione indebita.

domenica 31 ottobre 2010

Una testimonianza storica


Oggi è il giorno dei morti. Qui, dove c'è ancora chi svende botteghe con il numero 66 perchè porta male, la ricorrenza è sentitissima. Il comune, stranamente diligente, si è premurato di piazzare un cartello ah hoc con su scritto:"Il mercatino dei morti" dove la gente si riversa per cercare qualche affare.
Io, dal mio canto, non sono credente e non nutro quindi nessuna forma di interesse verso queste manifestazioni pseudoreligiose. Nè oggi, nè domani farò qualosa di extraordinario dettato dalle esigenze dal calendario.
Avevo però pensato, per sfruttare la ricorrenza, di ricordare sul blog molte di quelle vittime della Mafia che sempre sono dimenticate. Persone che oggettivamente non diedero meno di Falcone e Borsellino, che versarono il loro sangue quando un giudice difficilmente poteva ottenere una scorta, o quando essere procuratore o pubblico ministero a Palermo o Trapani voleva dire andare incontro a morte sicura. Mi riferisco a Pietro Scaglione, Boris Giuliano, Cesare Terranova, Calogero Zucchetto, Giangiacomo Ciaccio Montalto, e a tutti coloro che non cito per motivi di spazio (se siete interessati consultate qui), ma che meriterebbero di essere ricordati come i più famosi Chinnici, Mattarella, Livatino, Borsellino e Falcone.
Lo avevo pensato...poi mi sono detto che fare un'opera storica del genere rende poca giustizia ai personaggi. Uomini, si pensi a Boris Giuliano, di estrema concretezza o, come nel caso di Ciaccio Montalto, di profonda cultura e di notevole discrezionalità. Persone che difficilmente avrebbero approvato questo giustizialismo alla Di Pietro o De Magistris fatto di gossip politico e insulti, di accuse nel mucchio, di tanta, tantissima mass mediaticità, ma poca sostanza.
Per questo ho deciso di limitarmi a segnalare una testimonianza, apparsa Venerdì su Repubblica, che potrebbe diventare storica.
Il racconto di un falso pentito, Vincenzo Scarantino, circa l' attentato a Borsellino. Egli scrive in una lettera ad Agnese Borsellino: "Io non sapevo nulla sulla strage del giudice Borsellino e non avevo motivo di depistare le indagini." E racconta ancora "sono stato oggetto e vittima di piani e strategie che non mi appartenevano." Avrebbe anche spiegato che "se non la smettevo (di testimoniare il falso, n.d.s.) mi toglievano i figli e mi allontavano definiticamente da mia moglie e dalla mia famiglia. Questo mi uccideva mentalmente[...]". A minacciare non erano altri mafiosi, ma gli altri investigatori del gruppo Falcone-Borsellino, il cui capo, l'ormai deceduto Arnaldo La Barbera, è risultato poi essere al libro-paga dei servizi segreti.

Forse la testimonianza di Scarantino potrebbe essere catalogata come una ricerca di notorietà o di riflettori. Eppure ho la sensazione che un giorno nel modo di vedere la mafia, ed in maniera speculare l'antimafia, questdocumento assumerà lo stesso valore storico delle testimonianze di Leonardo Vitale e Giuseppe Di Cristina, i primi pentiti (rispettivamente del '73 e del '78). Prima furono presi per pazzi o venduti che volevano qualche sconto sugli anni galera o che volevano vendere il proprio nemico, poi si sono rivelati essere i primi "profeti". I rivelatori di come andavano realmente le cose.
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